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L'URAGANO MATTHEW

"Evacuate le aree a rischio, o la vostra vita sarà in pericolo". Queste sono le parole del presidente Barack Obama che probabilmente vede affrontare la sua ultima emergenza meteorologica come presidente degli Stati Uniti. 

 
L'uragano Matthew visto dal satellite
L’uragano Matthew è stato considerato il più forte uragano degli ultimi 118 anni e ha provocato, fino ad oggi, molti morti e distruzione. Tra le giornate di martedì e giovedì (4-6 ottobre) l’uragano si è abbattuto sull’isola di Haiti dove attualmente si contano centinaia di migliaia di sfollati e 900 morti, bilancio che purtroppo inesorabilmente continuerà ad aumentare. Anche l’isola di Cuba è stata sferzata da venti che hanno raggiunto i 230 km/h anche se i danni sono stati limitati con qualche allagamento.
Venerdì e sabato (7-8 ottobre) l’uragano si è spostato verso le coste degli USA toccando le coste della Georgia, Florida e della Carolina del Sud e del Nord; si sono registrati fino ad oggi 11 morti. Con il passare delle ore, l’uragano ha proseguito la sua strada verso nord ma perdendo leggermente di intensità (da categoria 3 a 2)  e si stima che, nelle prossime ore, sarà declassato a tempesta tropicale anche se persisteranno venti forti e abbondanti precipitazioni. Attualmente i disagi sono elevati e si stimano che ci siano circa 1 milione di persone senza elettricità sulla costa statunitense. 

Come si forma un uragano



Matthew, un uragano da 948hpa, si è formato come tanti altri uragani. Nello specifico, un uragano si forma da una perturbazione che nasce in una precisa area marina di bassa pressione e il processo si innesca quando l’aria calda si muove verso l’alto generando così nuvole, vento e temporali. Proprio in queste zone, dove la temperatura del mare si attesta circa a 26 gradi, si forma un grande vortice dalla forma ad imbuto che va a creare una sorta di sistema a circolo chiuso in cui l’acqua che precipita va ad ingrandire la perturbazione stessa.
 
La devastazione di Haiti dopo il passaggio dell'uragano
 
L'arrivo dell'uragano sulle coste del North Carolina

 
Matthew ripreso dalla ISS (International Space Station)

Lo sviluppo del futuro uragano si articola in 3 parti:

- fase iniziale o depressione tropicale dove si evidenziano nuvole e pioggia con  venti di media intensità;

- tempesta tropicale, fase in cui aumentano prevalentemente i venti a causa della forte rotazione che assume la perturbazione;

- uragano è la fase finale in cui la potenza diventa massima e i venti possono raggiungere e superare anche i 300km/h con grandi quantità di precipitazioni.

 

  

 

 


Una volta che si forma un uragano esso viene classificato in base all’intensità secondo una scala denominata Saffir-Simpson, composta da 5 livelli o categorie che variano in base alla velocità del vento, altezza delle onde e conseguentemente anche agli effetti sulla terraferma e sulla popolazione.


Matthew è stato categorizzato come un uragano di tipo 4, ovvero con caratteristiche quali venti tra i 209-251 km/h, i danni sono gravi e vengono abbattuti alberi, insegne e cartelli stradali; inoltre possono anche verificarsi mareggiate con onde alte fino a 6 metri in prossimità delle coste.

 

L'uragano si abbatte sulla costa est della Florida. Fonte: youtube Wall Steet Journal's channel.

 

Lopopolo Marco

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