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Facciamo chiarezza sullo stau

 
Stau in formazione sui Monti Martani (Terni) - 4 gennaio 2019

Vi siete mai chiesti che cosa sia lo stau?
Spesso notiamo maggiormente questo fenomeno in inverno ma è anche diffuso in tutte le altre stagioni dell’anno. Stau è un termine di origine tedesca e sta a significare coda, stasi, ristagno e indica una precisa condizione meteorologica in cui quando una corrente di aria urta una catena montuosa (lato sopravento) e l’aria stessa è costretta a salire lungo le pendici della catena. L’aria tenderà a raffreddarsi e successivamente si formeranno delle nubi che appariranno molto dense e con relativo sviluppo precipitativo (che può essere di tipo piovoso o nevoso). La nuvolosità si forma perché la massa d’aria, salendo, rilascia umidità e quando ricade, nel versante sottovento, diventa più secca.

Dopo la formazione della nube qui si potranno verificare tre condizioni nella zona sottovento: nella prima l’aria potrebbe andare ancora più in alto rispetto alla cima della montagna (instabilità sottovento), l’aria potrebbe proseguire orizzontalmente (onde orografiche o nubi d’onda) e infine l’aria scenderà dal fianco della montagna dando origine al vento di Foehn che nasce proprio da instabilità e aria fredda che è obbligata a scendere verso il basso (vento frequente della pianura padana e medio adriatico); queste tre ipotesi andranno ad interessare il lato sottovento della catena montuosa. [Fig. 1]

Questa condizione meteorologica è tipica di zone come l’arco alpino e quello appenninico e potete bene capire anche che, in questo determinato tipo di condizione climatica, tutti i luoghi come città, paesi e centri abitati a ridosso delle montagne saranno soggetti a maggiori accumuli nevosi o idrometrici anche importanti che andranno ad assottigliarsi man mano che ci si allontana dai rilievi montani.


Fig 1

 

Marco Lopopolo