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Resoconto inverno 2019/2020, bilancio disastroso

Giunti al termine di questo inverno meteorologico disastroso, caratterizzato da temperature sopra la media e scarse precipitazioni, possiamo fare un breve resoconto dei danni e delle incredibili anomalie termiche registrate.

Partendo proprio dalle temperature, i valori più anomali si sono registrati nel mese di febbraio, in particolare il giorno 24/02, con +24°C a L’Aquila (che ricordiamo si trova a 700 m.s.l.m circa), +20°C a Terni e Roma e valori diffusi tra i +17° ed i +19° nel resto dei capoluoghi di provincia.

Le anomalie superano in molte zone, in particolare montane, anche i 3 gradi, con 4-5 gradi di anomalia nelle zone che non subiscono l’effetto dell’inversione termica, solitamente frequente in pianura.

Altri dati molto tristi riguardano le precipitazioni, che sono risultate molto sotto la media (escludendo il mese di dicembre che ha visto accumuli piovosi molto consistenti su tutto il lato tirrenico).

Tra i mesi di gennaio e febbraio infatti, in particolare in Umbria, la pioggia cumulata si aggira tra i 10 ed i 40mm. Più piovose le zone appenniniche, in particolare quelle laziali, con accumuli che raggiungono gli 80/100mm (valori comunque bassi per la stagione).

Queste temperature hanno causato la fioritura anticipata delle piante, esponendole cosi a quanto successo negli ultimi giorni, ovvero ondate fredde tardive e possibili gelate notturne.

Altro danno, in questo caso economico, riguarda gli impianti sciistici non dotati di innevamento artificiale, che non avendo avuto precipitazioni nevose consistenti, non hanno praticamente mai avviato la stagione sciistica. Fortunatamente le zone dotate di quest’ultimo vantaggio non hanno avuto grossi problemi con la neve.

 (Roma con sottile strato di smog)

Ultimo ma non meno importate problema di quest’inverno è stato l’inquinamento, causato da questi periodi anticiclonici molto prolungati che, in particolare nella prima parte dell’inverno, hanno fatto salire i valori dei vari inquinanti molto al di sopra dei limiti e hanno costretto molte città a restrizioni del traffico (rivelatesi poco efficienti).

 

Valerio Mallone