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Uno sguardo al futuro

Chiunque si occupi di meteorologia sa bene che cercare di prevedere l’evoluzione del meteo dopo i 5 giorni è semplicemente un esercizio accademico. Le variabili in gioco sono molte e le evoluzioni possibili sono talmente tante che non ha senso fare previsioni oltre quel periodo, Quindi per poter capire come sarà il tempo nel lungo termine, ci si può affidare alle “linee di tendenza” ovvero si può immaginare come potranno cambiare tendenzialmente le condizioni meteorologiche decidendo di seguire una delle tante evoluzioni possibili. In questo articolo è proprio quello che cercheremo di fare, capire a quali fenomeni stiamo andando incontro nel lungo periodo, 10 giorni, analizzando i modelli che hanno delineato queste linee di tendenza.

Prendiamo in considerazione per primo il modello americano GFS e la mappa a 500HpA prevista per il giorno Venerdì 13 novembre.

 

Si nota come venga prevista in area mediterranea l’influenza di un anticiclone di matrice subtropicale che terrà confinata nel Nord Europa una vasta depressione fredda impedendogli di portarsi sul Mediterraneo. L’Europa centrale si troverà sulla linea di confine tra la bassa pressione a ovest e l’insorgenza di un’alta pressione sulla Russia centro-meridionale. L’anticiclone invece sull’Europa meridionale porterà bel tempo, temperature miti, nebbie e una sostanziale stagnazione atmosferica.

Condizioni meteo sicuramente insolite per il periodo, in quanto ormai con l’Autunno inoltrato ci si aspetterebbero incursioni fredde dal nord Europa e un tempo decisamente più movimentato.

Da notare ancora come invece sulla Siberia si abbia una depressione consistente che apporta aria fredda sulla Russia continentale, in contrasto con l’aria più mite che risale la penisola scandinava andando ad interessare addirittura le isole Svalbard.

Di seguito analizziamo invece ciò che propone il centro di calcolo europeo ECMWF per lo stesso giorno.

 

In questa carta si nota immediatamente come la depressione nord atlantica sia posizionata più in basso rispetto alla precedente carta di GFS e come il Mediterraneo sia dominato da un’alta pressione un po’ come il precedente modello, ma in modo più marcato. La differenza più grande sta nella presenza decisa di una vasta area di Alta pressione centro europea che coinvolge anche la penisola Britannica che invece nel modello GFS era completamente immersa nella depressone Islandese. Anche la questa Depressione è vista più inclinata verso Est coinvolgendo le Svalbard con il ramo del flusso freddo. Di contro la Depressione Russa sembra più pronunciata e allungata verso Sud, dove invece nel modello GFS sembra più contrastata dalla presenza di un Anticiclone nella Russia Centrale.

Come si è visto le differenze di visione tra i due modelli sono evidenti, ma non così discordi, perché entrambi vedono nel lungo periodo un rinforzo della depressione islandese contrapposta alla presenza di un Anticiclone subtropicale presente in area mediterranea e in generale Europa meridionale. Entrambi danno per scontata la presenza di una depressione Russa, anche se con qualche differenza di posizionamento, che non farà altro che aumentare la copertura nevosa di quell’area già interessata da un manto nevoso a livelli record per il periodo.

Cosa aspettarci per la nostra penisola? Sicuramente è presto per dirlo, ma la tendenza che vediamo da queste carte è quella di un periodo di tempo stabile in un contesto di alte pressioni, dominato da aria mite con assenza di perturbazioni organizzate e quindi assenza di precipitazioni consistenti.

L’abbiamo detto e lo ripetiamo, queste non possono essere previsioni, ma soltanto linee di tendenza, un qualcosa che potrebbe accadere, ma del quale non abbiamo certezza e questo è ben rappresentato dalle differenze di previsioni dei due modelli presi in considerazione. Bisognerà aspettare almeno inizio della prossima settimana per avere un quadro più realistico di ciò che ci aspetta veramente per metà novembre.

 

Andrea Nicoletti