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La nebbia: che cos'è e come si forma? ne esistono vari tipi?

La nebbia è una nube che si forma a contatto con il suolo, molto frequente nelle pianure e nelle vallate durante lunghi periodi anticiclonici (come quelli che stiamo vivendo in questo strano inverno e inizio di primavera).

Esistono vari “tipi” di nebbia: quella che possiamo osservare nelle pianure e nelle valli è la nebbia da irraggiamento, che si forma grazie ad un raffreddamento repentino dello strato d’aria prossimo al suolo, che permette all’umidità presente nell’aria di condensarsi (assumere maggiore densità).

 (Immagine della Valle del Sacco, in provincia di Roma con nebbia da irraggiamento).

Grazie al fenomeno dell’inversione termica, l’aria nei bassi strati è molto più umida e fredda di quella in quota ed in libera atmosfera. Ecco perché questo tipo di nebbia si forma solo nelle zone pianeggianti e non in quelle montane.

Durante i periodi in cui l’inversione termica è più forte e le temperature notturne scendono molto al di sotto dello 0°, si può assistere al fenomeno della nebbia sopraffusa. Le gocce che formano la nebbia, venendo a contatto con il suolo, formano dei veri e propri strati di ghiaccio, detti “galaverna o calabrosa”.

Quest’ultimo fenomeno è frequente anche in montagna, quando le nubi vengono a contatto con il suolo a temperature sottozero e con debole ventilazione.

Un altro tipo di nebbia, meno frequente ma non raro, è la nebbia da avvezione, che si forma più facilmente sul mare, durante l’arrivo di aria molto calda ed umida che, passando sopra l’acqua più fredda perde calore fino a condensare, dando vita alla nebbia.

 (Nebbia da avvezione su Bari).

Questo tipo di nebbia è frequente anche in autunno, quando vi è una forte escursione termica tra giorno e notte.

 

12/04/2020

Valerio Mallone